La maggior parte delle relazioni umane sono basate sul giudizio, siamo costretti in questo vortice continuo di giudizio e pre-giudizio, nel quale l’essere umano è intricato intensamente e senza possibilità di slegarsi.
Tutti noi abbiamo avuto delle esperienze nella vita, negative o positive che siano ci hanno aiutato a divenire ciò che siamo proprio in questo momento dinanzi a questo schermo, ma ogni volta che facciamo un passo c’è qualcuno, chiunque: genitori, parenti, amici, fidanzati, che sono pronti col loro indice a puntarci un’accusa contro, a giudicarci ad addossarci colpe e frustrazione, che forse loro stessi in un primo momento si sono ritrovati ad affrontare.
Ma che influenza hanno su di noi queste opinioni? Ci condizionano a tal punto da bloccarci nel compiere qualsiasi atto?
Prima di rispondere, mi sono chiesta che consiglio posso dare a tutte quelle persone che si trovano a dover affrontare quotidianamente queste tentazioni, e ne ho concluso che: quando il nostro cuore ci spinge a compiere un’azione inevitabilmente essa è giusta ed è un diritto che dobbiamo conservare gelosamente, perché ci da la possibilità di essere liberi e ci distingue da uno schiavo.
Infondo le bastonate nella vita servono più di una carezza, dunque il giudizio non può essere altro che una testimonianza di vita, una parola data al tempo per far si che tutti ricordino la nostra vita che, per quanto piena di atti indegni e di certo non stimabili, è stata vissuta fino in fondo, fino all’ultimo attimo, a volte cercando di riparare agli errori fatti, altre volte per renderla ancora più bella ed ancora più soddisfacente, in ognuno dei due casi, siate felici e “non giudicate coloro i quali, vorreste che non vi giudicassero!”.
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